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Si fa presto ad arrivare a 30 anni. Mio zio mi ha mandato una maglietta con questa scritta, era in un pacchetto con dentro alcuni cd e un libro. La maglietta l’ha dipinta lui o forse l’ha fatta dipingere dal suo amico PC che è un pittore anche se non fa mai mostre, dipinge e regala i quadri agli amici o a chi gli è simpatico, di mestiere fa il postino. PC lo chiamano così perché non sa usare il computer, è il miglior amico di mio zio Ezio.

La maglietta è gialla e ha un fiore verde grande sul davanti, tipo una margherita. Mio zio dice che ricorda le copertine dei Beat Happening ma secondo me non è proprio vero, questa margherita è un po’ troppo precisa, sembra disegnata col righello, quelle dei Beat Happening sono più semplici, sembrano fatte dalla mano di un bambino di sei anni. Secondo me c’è la mano di PC. Comunque la maglietta mi piace, mi sta giusta giusta, è proprio della mia misura. La scritta è in italiano, credo che pochi capiranno cosa vuol dire, meglio così.
Ma cosa avrà voluto dire mio zio con quella scritta? Secondo me è un’altra delle sue trovate per far ridere. Gli piace scherzare, è uno di quei tipi che fanno le voci al telefono e ti fregano sempre. Una volta ha chiamato casa nostra e ha fatto finta di essere un amico di mio padre, faceva la voce bassa e l’accento slavo, io ci ho creduto e sono andato a chiamare papà che ha preso su il telefono, lo zio gli ha detto dello scherzo e lui mi ha guardato un po’ storto. Ha detto che non aveva tempo da perdere con noi due. Il papà non è uno che scherza molto.

Nel pacchetto che mi ha mandato lo zio c’erano anche dei cd, tre per la precisione, e un libro. I cd sono le registrazioni delle ultime puntate del programma radiofonico che conduce su Radio Gravità. Il programma si chiama “Du”, io sono uno dei suoi ascoltatori più fedeli. Nel suo programma lo zio mette musica, parla di libri vecchi e nuovi e coinvolge spesso alcuni dei matti con cui lavora. Non sono matti per finta, uno dice “quello è matto” tanto per dire, ma matti veri. Lo zio lavora in una comunità psichiatrica e conosce tutti i tipi di matti. Ha una laurea in storia, per un po’ ha fatto il giornalista ma poi ha smesso perché non ne poteva più di essere pagato per scrivere bugie. Lo zio dice che sta bene con i matti perché sono gli unici che possono permettersi di essere sinceri. Papà dice che anche lo zio è un po’ matto, per quello va d’accordo con i matti.

Ho detto allo zio che dovrebbe avere una pagina myspace o almeno un blog così potrebbe creare contatti con ascoltatori e musicisti, secondo me nessuno ha una trasmissione come la sua. Lui dice che è troppo vecchio per queste cose. Un po’ ha ragione, ha 40 anni quindi è vecchio, però è l’unico adulto con cui riesco a passare un pomeriggio senza prima o poi pensare di trovarmi a scuola o nel coro della chiesa. Per essere vecchio, è un vecchio giovane.

Nel cd ci sono molte canzoni che mi fanno stare bene, sono soprattutto canzoni del passato, di quando io non ero nemmeno nato. Anche i Beat Happening sono un gruppo del passato, di quando non ero ancora nato, però mi piacciono più dei gruppi di oggi. Ascolto anche gruppi di oggi ma quelli degli anni ottanta hanno più colori, forse perché li posso solo guardare nelle foto e in qualche video e il resto è tutta immaginazione.
Le canzoni che mi fanno stare bene me le ha fatte conoscere lo zio e io le ho fatte conoscere a Mariolino, il mio compagno di classe che volevo avere per amico. Gli ho fatto conoscere quelle canzoni perché pensavo che potessimo essere amici, ma non è stato così. Non le ha capite. O forse non gli sono piaciute. E così siamo rimasti compagni di classe ma non siamo diventati amici. Non so, forse è difficile essere mio amico. Io ho provato a cercare un amico, cioè lo sceglievo se mi stava simpatico, faceva qualcosa di interessante o gli piaceva la mia stessa musica, ma così non funziona, credo. Così ho degli amici ma nessun amico vero vero, questo è il fatto. Forse non mi vogliono come amico perché sto molto zitto o parlo veloce, senza vie di mezzo, o sto zitto per delle ore o parlo veloce, ma questo succede di rado, solo con le persone con cui sto bene e se sto veramente bene. O forse sono troppo solitario, quelli che stanno da soli non sono simpatici. Nemmeno quelli che si vestono come capita e che mettono i vestiti dello zio sono simpatici, forse. Boh.Vorrei una ragazza, quella la vorrei più di un amico, ma è difficile da trovare. Quelle della mia età vanno coi più grandi, e quelle più piccole non mi interessano perché hanno la testa piena di lampadine al neon che non si spengono mai.

Ora non mi importa più di Mariolino, nemmeno dei finti amici e delle ragazze più grandi mi importa molto. E’ successo quello che è successo. Ma adesso sto meglio.

Il libro che era nel pacchetto dello zio è grosso, avrà 500 pagine, non l’ho ancora cominciato perché da quando sono arrivato c’è molta confusione nella mia vita. Il clima, la gente, la nuova casa, la signora Olga, Dona Olga che mi parla come se fossi suo nipote ma io avrò l’età e forse il colore dei capelli di suo nipote ma non parlo la stessa lingua! E poi lei non ho ancora capito bene che lingua parla, non sembra spagnolo. Vaglielo a spiegare. C’è tutto un mondo da capire, qui.
Nel libro c’è una dedica, quella l’ho letta subito: “Attento alle buche, la vita non è un campo da golf”. E’ una tipica dedica dello zio, ogni volta che mi regala un libro leggo le dediche e poi ci sto su a pensare per delle ore, come con la scritta sulla maglietta. Lui lo fa apposta. E’ fatto così, gli voglio bene anche per questo. Spero venga presto a trovarmi e potremo andare insieme a qualche concerto. In questo posto ci devono essere dei posti pazzeschi per i concerti.

Ho deciso di tenere un diario. “Dovresti tenere un diario, non ci hai mai pensato?”, questo l’ha detto la signora Esmé, la vicina di casa che mi ha dato ripetizioni di italiano quando le cose per me a scuola hanno cominciato ad andare male. Lei mi era simpatica, non aveva problemi a dirti le cose sincere, era una che non parlava a vanvera. Gli adulti di solito parlano a vanvera, non si capisce se dicono quello che pensano o quello che gli fa comodo, lei no. Lei e lo zio Ezio. La signora Esmé diceva che dovrei avere tante cose da raccontare perché la mia famiglia ha una storia complicata e anche io ho una storia un po’ complicata e invece sto zitto. “Dovresti cercare di esprimerti un po’ di più”, mi ha detto, “perché non impari a suonare uno strumento oppure tieni un diario? Sai scrivere, non fissarti con quello che dice la prof di italiano”. Ma io ho poco da dire, cosa dovrei dire? A chi importa la mia opinione? “Tutte scuse, se hai poca voglia di parlare scrivi”, così rispondeva la signora Esmé. Di solito, alla fine della lezione, metteva via il libro di testo e apriva un libro di poesie copertinato da lei molti anni fa con una pagina di giornale, un giornale inglese. Mi leggeva le poesie e poi mi raccontava le storie dei poeti, che per me erano più interessanti delle poesie. E’ lei che mi ha dato l’idea del blog. Anche lei ne ha uno, ma non sa che io lo so. Così ho deciso di aprire un blog.

Comments:

Comment from: patricia
Bravo, Max!
Non ci credo che hai parlatto del Beat Happening. Pensavo que solo fossero piaciutti al mio marito, hahahaha.

PermalinkPermalink 05.12.07 @ 15:43
Comment from: max mauro
Ho dovuto creare un personaggio che li ascolta per essere in compagnia...! Scherzo, però i Beat Happening non erano molto popolari nemmeno tra i miei amici. Più avanti nel racconto forse tuo marito avrà altre sorprese. Ciao
PermalinkPermalink 07.12.07 @ 09:58
Comment from: Paulo Barroso
Hai fatto benissimo in creare per te questo blog, così anche noi possiamo vedere sempre quello che tu scrivi per non avere la impressione che nessuno ti sente. SPERO CHE CONTINUI perché mi è piaciuto molto.
A presto
PermalinkPermalink 30.12.07 @ 14:50
Comment from: Rieke
Ach, wie amüsant geschrieben! Gibt es den Text auch in deutscher Sprache? Das wäre schön!

Herzlichen Gruß Rieke65
PermalinkPermalink 14.06.08 @ 13:17
Comment from: Max Mauro Email
Rieke, danke fuer deine Worte. Leider gibt's keine deutsche Uebersetzung...noch!
PermalinkPermalink 14.06.08 @ 16:24

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