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Caro Adam,
Al telefono non sono molto bravo, così ti scrivo. Comunque parlarsi per qualche minuto è stato utile, ho capito che stai meglio e questo mi fa stare più sereno. Mi hai detto che sei ancora spaesato e ti capisco, quello è un paese grande, la città è immensa, ma avrai tempo per imparare molte cose e sono sicuro che ti divertirai. Per quando verrò a trovarti potrai farmi da guida!
Ti ricordi di Valerio, quel signore con la pancia che sporge, la testa pelata e gli occhiali con la catenella? E’ quello che alla Festa di Primavera è salito sul palco e ha raccontato una barzelletta in tedesco e si è pure arrabbiato perché nessuno ha riso. Ovviamente nessuno aveva capito un’acca di quello che aveva detto. Gliel’ho spiegato ma mi ha risposto che sono tutti maleducati. “Questi tedeschi sono maleducati”, ha detto. Ma qui non siamo in Germania, ho cercato di dirgli, ma non aveva voglia di ascoltarmi. Certe volte mi sfugge il senso del mio lavoro. Comunque non è sempre così, Valerio. Fra le persone che vivono nella comunità psichiatrica è uno dei più socievoli e simpatici. Gli avevo raccontato di te, del mio nipote in Messico, perché so che gli piacciono i viaggi e i racconti di posti lontani. Sul momento non mi aveva fatto domande, ma oggi, appena sono arrivato, mi è venuto incontro e ha detto che voleva parlarmi. Ci siamo seduti sulla panchina sotto il porticato, si è acceso una sigaretta, dallo zaino che porta sempre con sé ha tirato fuori il suo quaderno, un quaderno che di solito non vuole fare leggere a nessuno, ha aperto una pagina e me l’ha mostrata. Incollata alla pagina c’era la foto in bianco e nero di una ragazza sui vent’anni, un primo piano, probabilmente una foto tessera. Aveva un viso semplice e lo sguardo ingenuo delle ragazze di paese degli anni sessanta. Gli ho chiesto chi era. “E’ Regina, mia cugina Regina”, mi ha detto. Poi ha abbassato lo sguardo ed è rimasto in silenzio.
“Valerio, cosa dovevi dirmi?”.
“Secondo te Regina è in Messico?”.
“E perché dovrebbe essere in Messico?”.
“E’ partita negli anni sessanta e non è più tornata. Ha preso una nave per attraversare l’oceano”.
“Ma può essere andata in molti paesi, l’America è grande, perché pensi sia andata proprio in Messico?”.
“Non lo so, ma se vai là potresti cercarla, mi fai questo piacere?”.
“Va bene, se ci vado la cercherò, ma devi raccontarmi qualcosa di lei. E anche di te. Di tutti quelli che sono qua dentro sappiamo molte cose, ma di te sappiamo poco. Perché non mi racconti di quando vivevi in Germania?”.
Valerio si è alzato, ha rimesso la sigaretta fumata per metà nel pacchetto, e se n’è andato.

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Comment from: Airton Grenci
Ciao, Max.
Questo fine setimana Daniela (amica de la mia sorella)mi ha presentato il site Estrangeiros. Ho letto anche il tuo e volevo dire bravo! Sono in attesa.
A presto,
Airton
PermalinkPermalink 03.12.07 @ 08:56

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